Al 3 di aprile si è tutti ancora in attesa dell’aggiornamento del Portale Enea che accoglie le dichiarazioni relative ad interventi conclusi del 2025! Si spera presto in notizie positive, di cui daremo conto il prima possibile.
Siamo arrivati al 3 di aprile e ancora il Portale Enea (bonusfiscali.enea.it) non è stato ancora aggiornato. Il che non consente l’inserimento delle dichiarazioni relative ad interventi i cui lavori si sono conclusi del 2025.
A quando il Portale Enea 2025?
Ancora questa mattina sulla homepage del portale è riportato in tutta evidenza un riquadro in cui viene spiegato che l’ENEA è in attesa di chiarimenti da parte degli organi competenti per aggiornare il portale (ma anche le FAQ e i Vademecum). In esso appare un link di rimando ad un avviso pubblicato sul sito efficienzaenergetica.enea.it nel quale viene precisato che comunque il termine di invio della dichiarazione, pari a 90 giorni dalla data di fine lavori, non terrà conto dei giorni compresi tra il 1° gennaio 2025 e la data di pubblicazione dell’aggiornamento del portale.

Ritardo preoccupante
È vero che tutti gli anni l’Enea ci ha messo del tempo per aggiornare il portale alle disposizioni della Legge di Bilancio e consentire di poter inserire le dichiarazioni relative a interventi con lavori chiusi nell’anno appena iniziato. Tuttavia mai si è arrivati oltre il 3 aprile! Lo scorso anno l’aggiornamento è avvenuto il 26 gennai. Finora il record di aggiornamento in ritardo è il 1° aprile e lo detiene il 2022.
Ritardo giustificato del Portale Enea
Questo ritardo è sicuramente giustificato e sicuramente la responsabilità è imputabile agli organi competenti. Da tempo si è infatti in attesa di una circolare esplicativa da parte dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe chiarire molti dubbi sulle disposizioni della Legge di Bilancio. In particolare relativamente alla questione delle aliquote di detrazione per le spese sostenute nel 2025 per interventi ecobonus o bonus casa. Altro punto è quello dei requisiti che devono avere il beneficiario e l’immobile per l’accesso all’una o all’altra.
Il perché
A questo va aggiunto la necessità di reimpostare completamente il portale per far sì che, in base alle informazioni che verrà chiesto di inserire nella compilazione della scheda descrittiva dell’intervento, negli interventi ecobonus possa essere automaticamente calcolato l’importo da portare in detrazione al 36% e quello da portare in detrazione al 50%.
Finora una volta inserito il totale delle “spese congrue sostenute” il programma calcolava in automatico la “detrazione totale calcolata” che nel caso della sostituzione degli infissi era pari al 50% delle spese congrue.
Il problema delle detrazioni
Ed era quello il dato che prendevano “per buono” i contribuenti o i CAF/commercialisti nella redazione delle varie dichiarazioni dei redditi.
Adesso il programma dovrebbe essere in grado di calcolare automaticamente la “detrazione totale” al 50% o 36% delle “spese congrue sostenute” e per farlo dovrebbe sapere a quale aliquota ha diritto quel beneficiario in funzione del possesso o meno di un diritto reale di godimento dell’immobile e anche se quell’immobile è o non è la sua abitazione principale.
Il problema delle seconde case
A questo si aggiunge una ulteriore complicazione. Se un contribuente che ha eseguito un intervento su un immobile di cui è proprietario ma che utilizza solo in alcuni periodi dell’anno (cioè è la sua classica seconda casa), ha sostenuto delle spese di acconto nel 2024 ma ha pagato il saldo nel 2025, il programma dovrebbe essere in grado scindere il totale delle spese congrue sostenute in due importi, calcolando il 50% su quelle sostenute nel 2024 e il 36% su quelle sostenute nel 2025!
Clienti e Studi in fibrillazione
Quindi, tutta la nostra comprensione per le difficoltà che l’ENEA si trova a dover affrontare e risolvere nell’aggiornamento al portale. Ancora più comprensibile però il “clima di fibrillazione” che stanno vivendo tutti coloro che hanno sostenuto spese nel 2024 e che hanno chiuso i lavori quest’anno e che si vedono richiedere da parte del CAF o del commercialista la dichiarazione Enea necessaria per l’invio del 730 e la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi 2024.
Tutto tranquillo?
E’ anche molto comprensibile il “clima di falsa calma apparente” che stanno vivendo tutti i consulenti esterni che si occupano della redazione delle pratiche Enea dei loro clienti. Essi, avendo in stand-by pratiche affidate da mesi, attendono con ansia ma anche con viva preoccupazione l’aggiornamento del portal. Sanno che a brevissimo saranno subissati dalla richieste dei clienti che pretenderanno che la loro pratica venga evasa in tempi strettissimi e si troveranno ad affrontare una incredibile mole di lavoro da smaltire nel più breve tempo possibile!
La nostra solidarietà
A tutti loro (e al nostro Studio di consulenza che ha centinaia di pratiche in stand-by!) tutta la nostra solidarietà. E un incoraggiamento: cominciate a riavviare i motori per essere pronti a ripartire e… buon lavoro!
Ester Marino, Studio Consulenza Marino
Post correlati