La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano è il tema affrontato dal Rapporto “Il valore dell’Abitare” . Il volume è promosso da Ance Assimpredil, Fondazione Symbola, Cresme e European Climate Foundation.
Un corposo volume di 192 pagine dal titolo “Il valore dell’Abitare “ affronta il tema della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano. È il frutto di un’ampia collaborazione tra soggetti diversi: Ance Assimpredil, Fondazione Symbola, Cresme e European Climate Foundation.
Qui puoi scaricare il Rapporto “Il valore dell’Abitare”
Più obiettivi
Molteplici gli obiettivi dell’iniziativa: fornire un significativo contributo alla questione ambientale, rafforzare un settore strategico per la nostra economia, ridurre la nostra dipendenza energetica e migliorare il bilancio delle famiglie italiane, soprattutto quelle più fragili. Partendo dalla considerazione che occorra accelerare su fonti rinnovabili, comunità energetiche e su politiche innovative per la casa e per l’edilizia per ottenere questi obiettivi.
“Il valore dell’Abitare“
Il Rapporto esce in un momento particolare di transizione tra l’esperienza tormentata del Superbonus oramai chiusa e sepolta, e il prossimo arrivo della Direttiva EPBD, alias Case Green, che segnerà lo sviluppo della nostra edilizia per il prossimo futuro. Analisi, dati, fatti e riflessioni contenuti nell’opera saranno molto utili a chi opera in edilizia e che deve partire da una cruda realtà: la forte dipendenza energetica dell’Italia dall’estero espone il Paese a profondi stress economici e inflativi. Il 76,2% del fabbisogno energetico italiano è stato soddisfatto da importazioni.
Un pessimo patrimonio edilizio
Si tratta della seconda peggiore performance tra i 27 Paesi europei, evidenziano gli autori del Rapporto. Il fabbisogno in Italia è legato soprattutto ai consumi domestici residenziali: il 72% degli edifici residenziali ha più di 48 anni e circa il 70% si trova nelle classi E-G. L’80% degli immobili compravenduti in periferia appartengono alle classi energetiche meno performanti (E, F e G) contro il 36% degli immobili compravenduti nelle zone di pregio e chi ha peggiori condizioni economiche è in peggiori condizioni energetiche. E il prezzo richiesto per la vendita delle case appartenenti alle migliori quattro classi in termini di prestazioni energetiche è in media maggiore di circa il 25% rispetto a quello delle abitazioni classificate nella decima categoria, la peggiore.
Ma c’è speranza
Intervenire, suggerisce il Rapporto, in maniera circoscritta sulla riduzione dei consumi energetici, consente al patrimonio residenziale di salire almeno di 2 classi energetiche. Ciò permetterebbe un risparmio del 40% sulla bolletta di una famiglia. Il che è pari a un risparmio medio annuo di 1.067 euro ai costi del 2022. Allo stesso tempo si otterrebbe un incremento del valore delle abitazioni. Inoltre, la casa ristrutturata acquisisce notevole valore.
Il valore della ristrutturazione
Una casa ristrutturata, come evidenziato nel Rapporto, vale infatti mediamente il 44,3% in più di una casa da ristrutturare. Incremento che arriva al 50,8% fuori dalle aree metropolitane in luoghi non turistici, mentre nelle periferie, nelle corone delle aree metropolitane le case ristrutturate valgono il 40,5% in più di quelle non ristrutturate.
Indice de Il Valore dell’Abitare
Riportiamo qui di seguito l’indice del Rapporto, che ne evidenzia la portata:
1. Il patrimonio edilizio residenziale italiano è vetusto, energivoro e necessita di manutenzione
2. La manutenzione rappresenta il 77% del mercato delle costruzioni. alla riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale sono andati 141,5 miliardi di euro
3. Incentivi per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica. Il 79% dei lavori di riqualificazione realizzati in Italia nel 2022 è stato incentivato. I lavori di riqualificazione energetica superano per importo i lavori di recupero e arrivano a rappresentare il 53% del mercato
4. Impatto diretto e indiretto delle misure incentivanti sui conti dello Stato, sulla crescita del pil, sulla filiera delle costruzioni, sugli obiettivi di riduzione delle emissioni, sulla scelta delle famiglie di riqualificare la propria abitazione e sul valore immobiliare.
5. Verifica differenziazione tra classi energetiche italiane e quelle europee. Nuova direttiva EPBD “Case green”: dopo i negoziati il percorso per arrivare ad un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050 diventa molto più flessibile
6. Cosa fare?
(continua)
a cura di EB